Falesia di Caprile e Roccasecca

Pareti ciociare baciate dal Sole

Lazio Verticale

Lazio Verticale

LA FALESIA di CAPRILE - Il Bracere dei Poveri

La falesia di Caprile è posta a bassa quota, poco più di 300 slm ed è esposta sempre al Sole, caratteristiche che la rendono una falesia tipicamente invernale. Non a caso è stata chiamata “Braciere dei poveri”. Il periodo ideale è da Novembre a Marzo. L'ampia parete di buon calcare lavorato grigio e rosso, è già ben visibile dalla strada e raggiungibile in 10 minuti. La falesia si compone di 3 settori, posti orizzontalmente l’uno di seguito all’altro e collegati da un unico sentiero, che passa alla base delle pareti. Il 1° settore inizia dalla scalinata che conduce all’Eremo di Sant’Angelo in Asprano, risalente all’anno 991.

Su poco più di 70 vie presenti, la maggior parte vanno dal 5b al 6b+, così suddivise:
- L’Eremo: 37 vie con un’altezza massima di circa 36 metri e difficoltà comprese tra il 5a e il 6c+;
- I Gradoni: 21 vie con un’altezza massima di 33 metri e difficoltà comprese tra il 5b e il 7b;
- Le Grandi Panze: 18 vie con un’altezza massima di 35 metri e difficoltà comprese tra il 4c e il 6c (settore di placche appoggiate, particolarmente adatto per i principianti).

Alcuni cartelli individuano i settori, ma identificare le vie non è altrettanto semplice, visto che mancano i nomi sulla roccia, con rare eccezioni. Quindi affidatevi alle indicazioni riportate nelle guide.

LA FALESIA di ROCCASECCA - Il Castello

L'altra parete del complesso roccioso è posta poco più in basso e a sinistra rispetto al “Braciere dei Poveri”. Dalla frazione di Caprile, percorrendo la strada provinciale in direzione Roccasecca, si raggiunge la frazione Castello. Non lontano dalle abitazioni prende via un sentiero che conduce all’omonima falesia. Qui le vie sono molto simili a quelle della falesia di Caprile. Vi sono circa una quarantina di vie, che raggiungono un’altezza massima di 30 metri e presentano un livello di difficoltà che va dal 5b al 7b. Purtroppo anche qui mancano i nomi sulla roccia ed orientarsi è ancor più difficile.

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ROCCASECCA

La città di Roccasecca si erge a sinistra del fiume Melfa, sulle pendici occidentali del Monte Castrocielo ed è dominata dal castello dei Conti d’Aquino con la sua torre circolare d’avvistamento. La sua fondazione risale al periodo delle invasioni barbariche, quando gli abitanti dell'insediamento di Melfel, sul fiume Melfa, e della vicina Aquino, lasciarono la pianura per sfuggire agli invasori. Fu fatta costruire nel 994 dall'Abate Mansone di Montecassino, con il nome di "Rocca Sicca", proprio a testimonianza della grave e persistente penuria di acqua. (Il toponimo è un composto di “rocca”, nel senso di ‘luogo fortificato posto in alto', e dell'aggettivo “secca”, con riferimento all'aridità del suolo).
Qui nacque San Tommaso d'Aquino (1225-1274), uno dei più grandi filosofi di ogni epoca e dottore della Chiesa.

CAPRILE

Vicino al paese di Roccasecca e lontana dal traffico, la tranquilla frazione di Caprile gode di una posizione protetta a mezza costa sul Monte Asprano e affacciata sulla Valle del Liri. Sorta in seguito alla nascita di Roccasecca, alla fine del Medio Evo il vecchio borgo fu quasi completamente abbandonato ed il nuovo fu edificato più in basso, in una zona pedemontana, il cui fulcro era ed è tuttora costituito dalla chiesa Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie.